LE STEPPE MERIDIONALI DEI BARBARI YI
di TIANXIA

INTRODUZIONE
Questo articolo è conversione non ufficiale da 'The Horde Campaign' (AD&D, Forgotten Realms) a DragonFist.

| Indice | Generalità sugli Yi | Cavalieri Yi | Sciamani Yi |
| Stregoni Yi | Predoni Yi |

GENERALITA' SUGLI YI

INDICE:


UNA PRIMA OCCHIATA ALLE TERRE DEGLI YI

Le terre degli Yi sono un ampio territorio simile per geografia,
clima, e cultura alle terre dell'Asia Centrale durante il periodo
medioevale.
Era il tempo delle grandi invasioni mongole, quando Gengis khan
conquistò la Cina e marciò con le sue armate fino all'Ungheria e alla
Polonia. Era il tempo in cui Marco Polo scrisse dei suoi viaggi nel
lontano oriente e gli occidentali stavano appena iniziando ad
avventurarsi fuori delle loro terre. Era il tempo delle crociate.
Certamente le terre degli Yi sono un mondo fantastico pieno di magia e
di mostri, così questo paragone non è del tutto esatto, ma in ogni
caso è un buon inizio per comprendere le terre descritte qui di seguito.
Le terre degli Yi sono anzitutto una steppa, una piana e arida
prateria; troppo calda d'estate, troppo fredda d'inverno e troppo poco
fertile per coltivarla, la steppa ha solo pochi insediamenti, la
maggior parte raggruppati intorno alle oasi o ai laghi che punteggiano
il territorio.
In ogni modo, la steppa non è priva d'abitanti. Infatti, essa sostenta
un gran numero di cavalieri nomadi. Questi nomadi, considerati barbari
dagli stranieri, vivono in tende e vagano per miglia nei loro
spostamenti stagionali. I cavalieri sono il cuore e l'anima delle
steppe. Tuttavia non tutte le terre degli Yi sono steppa. Ci sono
montagne, foreste subartiche, deserti freddi, ghiacciai e la tundra.
Alcuni di questi territori sono desolati e/o peggiori della steppa.
Alcuni offrono condizioni di vita confortevoli per insediamenti
permanenti. Quest'ampia varietà spesso non è vista dai molti
viaggiatoriche vedono soltanto l'aspra desolazione, ignorando le
naturali meraviglie e ricchezze del territorio.

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LE TRIBU'

Si dice che la terra modella la gente ed essi modellano la terra.
Questo è certamente il caso dei nomadi Yi. Abitando in una terra
troppo povera per mantenere delle cittadine, i cavalieri delle steppe
hanno adottato uno stile di vita nomade, spostandosi da un pascolo
all'altro, da un'oasi alla successiva. La terra ha modellato la gente,
rendendola dura e resistente.
In cambio le tribù hanno modellato il territorio. Sebbene sembrino
aperte e senza fine, le steppe hanno barriere invisibili. Ogni tribù
ha il suo territorio protetto dagli altri. Questo e i differenti
costumi che distinguono ogni gruppo hanno lasciato il loro segno. Gli
stranieri spesso vedono i nomadi Yi come un singolo popolo. Ciò è
lontano dalla verità. I barbari sono divisi in differenti tribù,
ognuna con i propri costumi, alleanze ed odi.

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VITA TRIBALE

Nonostante tutte le differenze fra le tribù, la vita di ogni giorno
dei membri di una tribù varia poco da un gruppo all'altro.
Infatti, essa è la comune caratteristica che fuorvia gli stranieri a
pensare che le tribù siano un tutt'uno.
Il centro della vita di un membro della tribù è la tenda. Chiamata
yurta, essa è una cupola tonda. Le pareti diritte sono fatte
d'intelaiature simili a graticci d'asticelle, tenute insieme con
strisce di cuoio. Queste intelaiature sono coperte con lunghe, spesse
coperte di feltro.
Il tetto è fatto di pali, come travicelli, che poggiano sulla
cima delle pareti. Questi sono fissati a travi curve in cima a formare
la cima del tetto e della cupola.  La cupola, come le pareti, è
coperta da spesse coperte di peltro. Un pezzo speciale copre la cima
della cupola. Questa coperta può essere aperta e chiusa come un foro
per il fumo nel tetto.
Certamente, essendo nomadi, l'intera yurta è smontabile e portatile.
Quando è smontata (occorrono circa due ore), la yurta può essere
caricata su tre cammelli o quattro cavalli. Arrivando ad un nuovo
campo, la yurta può essere montata in tre ore da due persone. È
solida, capace di resistere a forti venti e persino ad una tigre sul
tetto. Per i nomadi delle steppe, la yurta è un'abitazione molto
pratica.
Una singola yurta è l'abitazione di un'intera famiglia, che comprende
normalmente nonni, genitori, bambini, e forse zii e zie insieme con
ospiti e visitatori. Una tipica yurta ha da sei a dieci occupanti, ma
in speciali occasioni può contenere 40-50 persone.
All'interno il pavimento della yurta è coperto con altre coperte (ad
eccezione delle case più povere), così come le pareti. Cuscini sono
usati per sedersi e dormire, sebbene possa esserci un piccolo letto
smontabile per il capofamiglia. Una parte della yurta è schermata per
nascondere la camera da letto del capofamiglia ; un altro schermo
normalmente nasconde la dispensa. Altre coperte e panni sono
accatastati in fagotti lungo le pareti. La carne è appesa alle assi
del tetto, fuori dalla portata dei cani della famiglia.
La yurta non è la sola cosa importante della vita nomade. I cavalieri
delle steppe sono pastori e cacciatori. Quindi il cavallo è vitale per
loro. I cavalli dei nomadi sono allevati specialmente per essere forti
 e resistenti. Essi vivono e prosperano sui magri pascoli delle
steppe, una dieta che indebolirebbe altri cavalli. Hanno una robusta
costituzione, che permette loro di sopravvivere ai gelidi inverni e
alle estati infuocate. Sono forti e possono portare un cavaliere al
galoppo per ore.
I cavalli sono molto più che semplici cavalcature. Il latte delle
cavalle, trasformato in cagliata, in polvere, fermentato o semplice, è
un cibo importante insieme alla carne di cavallo. In tempi di grandi
ristrettezze, si beve persino il sangue delle giumente. La pelle del
cavallo è trasformata in stivali di pelle, sacche, ciotole, borse. I
cavalli servono per la guerra, e misurano parte della ricchezza di un
uomo.
I cavalli non sono gli unici animali allevati dalle tribù. Pecore,
vacche e buoi sono comuni in tutta la steppa. I cammelli sono usati
particolarmente vicino alle regioni più aride. Nelle regioni delle
alte montagne, gli yak, adattati al clima freddo, sono l'ossatura
delle mandrie. Da tutti questi animali si ottiene latte, carne,
pellame e lana.
I nomadi mangiano ciò che possono procurarsi e la maggior parte di
loro può procurarsi la stessa cosa.
Come già detto, il latte di cavalla è un prodotto principale. Esso è
usato in numerose diverse maniere. La più comune è la bevanda
fermentata kumiss, che è moderatamente alcolica. Il latte è anche
cagliato e mangiato come zuppa o porridge. I cagli sono essiccati e
fatti in polvere per essere conservati a lungo. Quando serve essa è
mescolata con acqua, latte o sangue per farne una pasta densa.
La carne è un altro cibo principale dei nomadi, che mangiano quasi
ogni tipo di carne - cavallo, manzo, montone, antilope, capra, cane e
persino ratti in tempi di carestia. Le carni sono arrostite sul fuoco
o bollite in acqua salata. Salsicce e carne essiccata al sole, detta
charqui, sono preparate per conservare la carne.
Poco oltre al latte e alla carne è mangiato. I nomadi non coltivano
nulla. I pochi frutti e vegetali che mangiano sono spontanei. Si
tratta principalmente di bacche e cipolle selvatiche. Il riso è un
bene speciale acquistato dai mercanti. Il tè, importato da lontano, è
costoso ma molto popolare. Non è mai bevuto semplice, ma è solitamente
corretto con sale e latte. In alcune tribù, è servito con burro.
I nomadi sono tipi selvaggi e colorati. Mustacchi e barbe sono comuni
fra gli uomini. Gli uomini tengono i loro capelli corti o rasano la
cima delle loro teste e lasciano crescere lunghi i capelli sui lati e
dietro.
I capelli lunghi sono sempre intrecciati. Le facce della gente sono
pesantemente segnate dalle rughe e dagli elementi.
Sebbene ogni tribù abbia schemi, colori e tradizioni di abbigliamento
differenti, l'abbigliamento di base è lo stesso in tutta la steppa.
Esso consiste di una tunica lunga fin sotto i ginocchi, pantaloni, e
morbidi stivali di pelle. La tunica, chiamata kalat, è fatta di cotone
o lana, a seconda della stagione. In inverno un del, una tunica di
cuoio coperta di stoffa, può essere aggiunta. Può essere decorata con
strisce vivaci, ricami o pellicce. I pantaloni sono fatti di pelle o
lana e sono larghi e cascanti. Uomini e donne vestono alla stessa
maniera.
I cappelli variano molto da tribù a tribù, ognuna delle quali ha il
proprio stile tradizionale. Uno può indossare un kolpak, un alto,
appuntito cappello con lembi per le orecchie e il collo. Alcune donne
indossano un paranji, una sorta di cappa da testa. Le donne nubili
alle feste indossano un sankele, un alto cono decorato con sciarpe,
argento e perle. Altri indossano un kupbe, un cappello a forma di
coppa.
Infine, a completare il corredo ci sono gli accessori. Quasi tutti,
uomini, donne e bambini portano un piccolo coltello per l'uso
quotidiano. Bracciali, cinture e collane d'oro o d'argento sono comuni.
Poiché i capelli sono solitamente intrecciati, spesso gli ornamenti
sono fissati alle loro estremità.
Per divertirsi, gli uomini organizzano grandi cacce, colpendo la preda
da cavallo. Falconi da caccia sono proprietà pregiate. Corse di
cavalli, gare di tiro con l'arco e di lotta sono attività popolari.
Di notte, storie, canzoni, e poesie sono raccontate per intrattenere
grandi e piccini.

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ORGANIZZAZIONE TRIBALE

Le differenti tribù delle steppe tendono anche a seguire la stessa
organizzazione interna. La yurta è governata dal capofamiglia. Un
certo numero di yurte raggruppate insieme costituisce un obogh, una
sorta di villaggio. Tre o quattro obogh normalmente costituiscono una
piccola ordu (orda). L'ordu è governata da un khan, il signore
dell'ordu. Il titolo di khan è ereditario. Un khan può provenire solo
dalla classe dominante, i noyans.
Una tribù è fatta di molte ordu. Normalmente non c'è un unico capo di
una tribù. Invece, ogni khan fa come gli piace, finché ciò non
interferisce con le altre ordu della tribù. I khan fanno affidamento
su una complessa rete di legami di sangue, matrimoni, e obblighi di
assicurare pace, armonia, e protezione dagli altri. Le dispute sono
tipicamente risolte in favore del khan più potente, stabilito in base
a chi è alleato con chi. Quindi il khan di una piccola ordu potrebbe
ottenere grande onore e prestigio perché ha l'appoggio di un khan più
potente.
Khan non è il titolo più grande che si possa ottenere. Raramente nel
corso della storia, quando si deve fronteggiare un pericolo esterno o
quando emerge un capo carismatico, i khan possono eleggere un khahan,
o gran khan. Una volta dato, il titolo non può essere tolto, se non
con la forza.
Il khahan è il signore di tutti i khan ed è un titolo di gran
prestigio e potere. Il titolo di solito va al khan con maggior potere
e capacità politica. Diversamente dal khan, il titolo di khahan non
passa di padre in figlio. Il khahan indicherà chi dovrebbe essere il
suo successore, ma alla sua morte i khan si riuniranno di nuovo per
eleggere un nuovo khahan.
Normalmente un khahan è solo il khahan di una singola tribù. La sua
autorità non è riconosciuta dalle altre tribù. Comunque, un solo
khahan può unire molte tribù attraverso la conquista e la diplomazia.
Le tribù conquistate sono sotto il suo dominio. Le altre tribù possono
mettersi sotto il suo governo, o per amicizia o per paura. Talvolta,
un khahan può riunire una potente nazione di cavalieri guerrieri.
Questo è ciò che gli stati intorno alle steppe temono. Al momento,
ciò non è accaduto per tanto di quel tempo che la maggior parte dei
governanti ha dimenticato quanto pericolosi possano essere i cavalieri
delle steppe.

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IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETA'

Apparentemente, la società della steppa sembra dominata dagli uomini.
Ruoli dominanti, come il khan, sono tenuti dagli uomini. I guerrieri
sono uomini. Gli uomini sorvegliano le mandrie e i greggi.
Le donne fanno la maggior parte dei lavori domestici : cuciono,
cucinano, tingono le stoffe, ricamano, e persino macellano la carne.
In molti modi, però, i nomadi trattano le donne alla pari. Ragazzi e
ragazze sono addestrati all'uso dell'arco. Infatti, quando le yurte
sono attaccate, c'è bisogno di tutti quelli che sanno usare un arco.
Le donne possiedono i loro beni anche dopo il matrimonio. Il divorzio,
sebbene disapprovato, può essere deciso dall'uomo o dalla donna. Se il
capofamiglia muore, sua moglie assume il controllo degli affari. Per
tradizione deve sposare il fratello di suo marito o il suo figliastro,
ma non deve lasciare la sua posizione.

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GLI STRANIERI FRA I NOMADI

Sebbene i nomadi abbiano una forte tradizione di ospitalità, essi sono
un gruppo pieno di pregiudizi. Ogni tribù si considera superiore a
tutti gli altri, particolarmente agli stranieri che non sono della steppa.
Sebbene i viaggiatori siano trattati gentilmente, essi non sono mai
considerati uguali a qualsiasi membro della tribù.

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COSTUMI E TABU'

Le vite dei nomadi sono attentamente controllate e regolate da una
rete di tradizioni, costumi, leggi, e tabù che si sono sviluppate nel
corso dei secoli. Alcune di queste derivano dalle dure condizioni
delle loro vite. Alcune sono basate sulla paura degli spiriti maligni
e dei mostri.
Alcune non hanno un'origine comprensibile, ma sono "la cosa giusta da
fare". Seguono alcuni esempi :
· E' proibito camminare su un fuoco o piazzare un coltello in esso.
(Si offende/ferisce lo spirito del fuoco e si attira la sfortuna.)
· Un uomo che ruba il cavallo di un khan sarà ucciso. Un uomo che ruba
il cavallo di un comune sarà bastonato. (E' un grave crimine rubare al
proprio signore.)
· Un uomo che rompe il suo giuramento al khan sarà giustiziato nelle
terre selvagge. (Nessuno troverà il corpo e gli darà appropriata
sepoltura.)
· Non si devono lavare i panni nel fiume. (L'acqua, madre di tutti
noi, è preziosa e non deve essere inquinata.)
· Non si devono asciugare i panni al sole. (Si offenderebbe il dio
sole.)
· E' saggio nascondersi quando ci sono tuoni e fulmini. (Il dio del
cielo manda le saette per punire quelli che sono malvagi.)
· Se si vede un lupo quando s'inizia un viaggio, non si deve
ucciderlo. (E' un buon segno.)
· Non si uccidono i serpenti. (Essi sono mandati dal dio drago.)
· Quando si vende un cavallo, si deve tenere la sua cavezza. (Si fa
ciò per non attirare la sfortuna.)
· Porta sfortuna vendere il latte di giumenta. (Esso è una benedizione
degli dei.)
· Non si cammina sulla soglia della yurta del khan, pena la morte. (E'
un grave insulto. È come camminare sul collo del proprio signore.)
· Non si deve toccare l'arco o le frecce di un altro uomo. (Si
maledirebbero le sue armi.)
· Non si punisce mai una persona con un frustino. (Solo gli schiavi
sono trattati a questo modo.)
· Non si porta mai un frustino nella yurta di un altro uomo.
(Significherebbe che quell'uomo è un criminale.)
· Non si deve sputare il cibo in terra. (E' un insulto agli dei che
mandano questa benedizione.)
· Se il cibo cade in terra, non si deve raccoglierlo. (Il cibo è stato
rubato da uno spirito maligno.)
· Gli stranieri non devono toccare i bambini sulla testa. (Gli
stranieri sono empi e maledirebbero il bambino.)
· Quando un uomo muore nella sua yurta, essa deve essere purificata
prima che chiunque possa vivere lì. (Gli spiriti malvagi si riuniscono
nella yurta, se non vengono scacciati.)

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UTILI MODI DI DIRE

Seguono una serie di proverbi usati dai nomadi :
· Una cattiva moglie non conosce i costumi della tua tribù.
· Senza tè, senza faccia, senza orgoglio.
· La nostra amicizia è stata rinsaldata . (Usato come brindisi.)
· Il consulto è necessario per le decisioni, ma dal consulto trapelano
 i segreti.
· Non condurre un uomo lungo una sola via altrimenti egli seguirà
sempre la stessa via.
· Un uomo che dice la verità dovrebbe avere un piede nella staffa.
· La più grande sfortuna è perdere il padre quando si è bambini oppure
perdere il cavallo quando si è in viaggio.
· L'erba è per gli animali e la carne è per gli uomini. Se mangi
l'erba, non avrai mai un corpo forte.

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GLOSSARIO DELLA STEPPA

ANDA : fratello di sangue, la più stretta amicizia possibile fra due
nomadi.
ARBAN : dieci uomini, la più piccola unità dell'armata del khahan.
BAGATUR : il comandante di un'arban.
BASH : il capocarovaniere.
BURAN : una tempesta di sabbia.
CANGUE : un pesante giogo di legno chiuso al collo dei criminali.
CHAM : spiriti, sia buoni che maligni.
CHARQUI : strisce di carne secca, in particolare carne di cavallo o di
montone, usate come razioni.
COURALITAI : un gran consiglio di khan.
DEL : una pesante tunica di pelle rivestita di tessuto. È indossata
d'inverno come mantello.
GANDAN : un lungo corno usato dai preti per scacciare gli spiriti
maligni.
JAGUN : l'unità dell'armata composta da 100 uomini o 10 arban.
JUPON : una lunga giacca senza maniche indossata sopra la tunica.
KALAT : il vestito base dei nomadi, una lunga tunica che si allaccia
 al collo e sui lati.
KASHIK : la guardia scelta del khahan.
KAYCHI : un bardo.
KHADUN : imperatrice, la moglie del khahan.
KHAHAN : il gran khan, capo di tutti i khan di una tribù.
KHAN : il principe bi un'orda, un nobile.
KHARACHU : persona comune, spesso usato come grave insulto fra i
nobili delle tribù.
KHUUR : una sorta di violino a due o tre corde suonato dai bardi nomadi.
KNOUT : frustino a tre corregge.
KOLPAK : un cappello appuntito con lembi sopra le orecchie e il collo.
KUMISS : una bevanda alcolica comune dei nomadi, fatta di latte
fermentato di giumenta.
LA : passo montano.
LAMA : un prete della Via dell'Illuminazione.
MINGHAN : un'armata di 1000 uomini o 10 jagun.
NACCARA : tamburi da guerra usati per dare segnali in battaglia.
NOR : lago.
NOYAN : un termine per indicare un nobile di una tribù.
OBOGH : un villaggio nomade.
OBOO : un altare sacro in cima ad una collina.
ORDU : un gruppo di obogh governate da un khan.
PAITZA : una piastra di metallo emessa dal khahan e usata dagli
ufficiali per provare la loro autorità.
PALAS : un tappeto di feltro.
SHAN : un picco montano o una catena montuosa.
TEYLAS : il dio del cielo.
TUK : lo stendardo o la bandiera del khan.
TUMEN : la più grande unità dell'armata, 10000 uomini o 10 minghan.
UNAGHAN BO 'OL : lo schiavo della yurta, un insulto per qualsiasi
libero abitante della steppa.
YASA : il codice delle leggi dei nomadi.
YEKE-NOYAN : un titolo onorario dato ai nobili deceduti e usato invece
del loro nome.
YURTA : la tenda circolare dei nomadi usata come abitazione.

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